
Le Svalbard, questo straordinario arcipelago situato quasi a metà strada tra la Norvegia continentale e il Polo Nord, offrono paesaggi mozzafiato e una fauna selvatica eccezionale. Avventurieri, scienziati e viaggiatori curiosi da tutto il mondo sono attratti da questo luogo, e un piccolo numero di persone vi risiede tutto l’anno.
Abbiamo raccolto 10 curiosità (+ 1) che forse non conoscete su questo luogo unico.
Le Svalbard si trovano ben oltre il Circolo Polare Artico, tra la Norvegia e il Polo Nord.
Qui il concetto di “nord” cambia completamente: sei davvero ai confini del mondo. L’arcipelago si estende infatti tra i 74° e gli 81° di latitudine nord. La capitale Longyearbyen, è situata a 78°13’N.
Il concetto classico dei sei mesi di buio e sei mesi di luce, esiste solo al Polo Nord, ma le Svalbard si avvicinano moltissimo. In estate il sole non tramonta mai. Dal 20 aprile al 22 agosto circa, il sole si trova sempre oltre la linea dell’orizzonte permettendoci di assistere al fenomeno del “sole di mezzanotte”, regalandoci 24h di luce ininterrotta. In inverno, invece, da metà ottobre a metà febbraio, arriva la notte polare: mesi interi senza luce diretta. Un fenomeno unico che dona un’aura mistica e molto particolare ai suoi visitarori.
Ma è proprio questa luce “strana” a rendere tutto incredibilmente fotografico.

Alle Svalbard gli orsi polari sono più numerosi degli esseri umani. Questo è un mito da sfatare.
Gli abitanti delle Isole Svalbard sono circa 2.800. Gli orsi polari pelagici (ossia quelli che vivono sul terriorio delle Svalbard) sono circa 350. In realtà se consideriamo anche gli orsi presenti nell’area del Mare di Barents e banchisa artica, allora arriviamo oltre i 3000 esemplari.
Bisogna sempre leggere i dati e mai fidarsi delle apparenze.
Esistono pochissimi insediamenti umani alle Svalbard (Longyeabyen, Barentsburg, Ny-Ålesund, Pyramiden).
Niente strade tra le città. Per spostarsi tra un insediamento ed un altro puoi usare solo le motoslitte (in inverno) e barche (in estate).
Niente infrastrutture diffuse. Puoi contare solo su te stesso. Partire impreparati può costare caro.
Solo natura, ghiaccio e silenzio.
La legge speciale delle Svalbard, impone a chiunque lasci un’insediamento umano, di portare con sé un’arma da fuoco in caso di un possibile incontro con un orso polare.
Potrebbe sembrare una scena cinematografica di un vecchio film western, ma le possibilità (seppure remote) non sono mai pari allo zero.
Per quanto possa sembrare assurdo, alle Svalbard qualunque donna incinta è obbligata a lasciare l’arcipelago almeno 3 settimane prima la data prevista del parto. L’ospedale presente a Longyearbyen, non è attrezzato come reparto neonatale e si è quindi obbligati a passare le ultime settimane di gestazione sulla terraferma (spesati dallo Stato).
Non possiamo scegliere quando nascere e nemmeno quando morire, ma è vero: il terreno ghiacciato delle Svalbard (permafrost) impedisce la decomposizione dei corpi e quindi non si può essere sepolti.
Per questo, da decenni, non si effettuano sepolture sull’arcipelago.

Il clima artico, il permafrost e il terreno accidentato fanno sì che meno del 10% della superficie terrestre sia ricoperto da vegetazione. Nonostante ciò, durante la breve ma intensa estate, qui cresce di tutto, dai muschi e licheni resistenti alle piccole piante fiorite.
Le Svalbard ospitano ben 164 specie vegetali autoctone, oltre ad alcune introdotte dall’uomo.
Quali sono gli animali che si possono incontrare alle Svalbard? Non pasterebbero mesi. Ma qui una piccola lista di quelli più comuni:
Le Svalbard non sono solo un viaggio.
Sono un’esperienza che ti ridimensiona, ti rallenta e ti fa vedere le cose in modo diverso.
Le Svalbard sono fredde, remote, imprevedibili e spesso inspitali.
Richiedono adattamento, apertura mentale e un po’ di spirito d’avventura.
Ma se senti che questo posto ti chiama…
probabilmente è perché è il viaggio giusto per te.

Alle Svalbard non sono presenti gatti o comunque felini in generale. Sono vietati perché rappresentano una minaccia per la fragile avifauna.
L’ultimo e unico gatto dell’arcipelago si chiamava Kesha. È vissuto a Barentsburg, secondo centro abitato delle isole, ed è diventato una celebrità locale dopo essere stato introdotto di nascosto da minatori russi, che nei documenti dichiararono si trattasse di una volpe artica. Kesha è morto di vecchiaia nel febbraio del 2021.
